"Ci imponiamo di non aspettarci niente, ma nel cuore in realtà la speranza non si spegne mai."

martedì 19 luglio 2011

Non si muore tutte le mattine.

Il mio cuore! È morto mille volte almeno, il mio cuore!
Ha vissuto addirittura morendo, covando la morte in sè, se l'è tenuta attaccata, ben stretta, senza distinguerla, ed è morto cento volte al giorno.
È la vita... ma è certo, non si muore tutte le mattine, si muore una volta sola.
V. Capossela;

The Last song I'm wasting on you


You're just so pretty in your pain


I found my way out

And you'll never hurt me again

lunedì 18 luglio 2011

L'amore è cieco e la follia sempre lo accompagna

Raccontano che un giorno si riunirono in un luogo della terra tutti i sentimenti e le qualità degli uomini. Quando la noia si fu presentata per la terza volta, la follia come sempre un po' folle propose: "giochiamo a nascondino!". L'interesse alzò un sopracciglio e la curiosità senza potersi contenere chiese: "a nascondino? di che si tratta?" "é un gioco -spiegò la follia - in cui io mi copro gli occhi e mi metto a contare fino a 1000000 mentre voi vi nascondete, quando avrò terminato di contare il primo di voi che scopro prenderà il mio posto per continuare il gioco". L'entusiasmo si mise a ballare, accompagnato dall'euforia. L'allegria fece tanti salti che finì per convincere il dubbio e persino l'apatia, alla quale non interessava mai niente.... però non tutti vollero partecipare. La verità preferì non nascondersi. Perché se poi tutti alla fine la scoprono? La superbia pensò che fosse un gioco molto sciocco (in fondo ciò che le dava fastidio era che non fosse stata una sua idea) e la codardia preferì non arricchirsi. "UNO,DUE,TRE..." -cominciò a contare la follia. La prima a nascondersi fu la pigrizia che si lasciò cadere dietro la prima pietra che trovò sul percorso. La fede volò in cielo e l'invidia si nascose all'ombra del trionfo che con le proprie forze era riuscito a salire sull'albero più alto. La generosità quasi non riusciva a nascondersi. Ogni posto che trovava le sembrava meraviglioso per qualcuno dei suoi amici. Che dire di un lago cristallino? Ideale per la bellezza. Le fronde di un albero? Perfetto per la timidezza. Le ali di una farfalla? Il migliore per la voluttà. Una folata di vento? Magnifico per la libertà. Così la generosità finì per nascondersi in un raggio di sole. L'egoismo, al contrario trovò subito un buon nascondiglio, ventilato, confortevole e tutto per sé. La menzogna si nascose sul fondale degli oceani (non e' vero, si nascose dietro l'arcobaleno!). La passione e il desiderio al centro dei vulcani. L'oblio....non mi ricordo...dove? Quando la follia arrivò a contare 999999 l'amore non aveva ancora trovato un posto dove nascondersi poiché li trovava tutti occupati; finché scorse un cespuglio di rose e alla fine decise di nascondersi tra i suoi fiori.
"Un milione!" - contò la follia. E cominciò a cercare. La prima a comparire fu la pigrizia, solo a tre passi da una pietra. Poi udì la fede, che stava discutendo con Dio su questioni di teologia, e sentì vibrare la passione e il desiderio dal fondo dei vulcani. Per caso trovò l'invidia e poté dedurre dove fosse il trionfo. L'egoismo non riuscì a trovarlo: era fuggito dal suo nascondiglio essendosi accorto che c'era un nido di vespe. Dopo tanto camminare, la follia ebbe sete e nel raggiungere il lago scoprì la bellezza. Con il dubbio le risultò ancora più facile, giacché lo trovò seduto su uno steccato senza avere ancora deciso da che lato nascondersi. Alla fine trovò un po' tutti: il talento nell'erba fresca, l'angoscia in una grotta buia, la menzogna dietro l'arcobaleno e infine l'oblio che si era già dimenticato che stava giocando a nascondino. Solo l'amore non le appariva da nessuna parte. La follia cercò dietro ogni albero, dietro ogni pietra, sulla cima delle montagne e quando stava per darsi per vinta scorse il cespuglio di rose e cominciò a muovere i rami. Quando, all'improvviso, si udì un grido di dolore: le spine avevano ferito gli occhi dell'amore! La follia non sapeva più che cosa fare per discolparsi; pianse, pregò, implorò, domandò perdono e alla fine gli promise che sarebbe diventata la sua guida. Da allora, da quando per la prima volta si giocò a nascondino sulla terra, l'amore e' cieco e la follia sempre lo accompagna.

martedì 28 giugno 2011

Il dilemma del porcospino

Una compagnia di porcospini, in una fredda giornata d’inverno, si strinsero vicini, per proteggersi, col calore reciproco, dal rimanere assiderati. Ben presto, però, sentirono le spine reciproche; il dolore li costrinse ad allontanarsi di nuovo l’uno dall’altro. Quando poi il bisogno di scaldarsi li portò di nuovo a stare insieme, si ripeté quell’altro malanno; di modo che venivano sballottati avanti e indietro tra due mali, finché non ebbero trovato una moderata distanza reciproca, che rappresentava per loro la migliore posizione.

(A. Schopenhauer, Parerga e Paralipomena, II, 2, cap. 30, 396)

Il dilemma del porcospino afferma che tanto più due esseri si avvicinano tra loro, molto più probabilmente si feriranno uno con l'altro. Ciò viene dall'idea che i porcospini possiedono aculei sulla propria schiena. Se si avvicinassero tra loro, i propri aculei finirebbero col ferire entrambi. Questo è in analogia con le relazioni tra due esseri umani. Se due persone iniziassero a prendersi cura e a fidarsi l'uno dell'altro, qualsiasi cosa spiacevole che accadesse ad uno di loro ferirebbe anche l'altro, e le incomprensioni tra i due potrebbero causare problemi ancora più grandi. Eppure i porcospini hanno bisogno di stare vicini per scaldarsi a vicenda. Da questa contraddizione nasce il dilemma.

Presto ci si rende conto che crescere non è altro che un continuo avvicinarsi e allontanarsi l’un l’altro, finchè non si trova la distanza giusta per non ferirsi a vicenda.


domenica 26 giugno 2011

Tu è una parola troppo piccola per contenere tutto ciò che sei per me.


La felicità è davvero come le nuvole, che cambiano forma in ogni momento. Brillano dorate, poi sprofondano nel grigio, non si fermano nemmeno un attimo, mai uguali a se stesse. Anche il tempo, per quanto splendido sia, come per capriccio, o per scherzo, finisce per fuggire troppo in fretta.

- Kyoichi Katayama, Gridare amore dal centro del mondo.

lunedì 30 maggio 2011

Un calzino spaiato

Non scrivo lunghi pensieri per te da tempo. Sto cercando di saldare stretti gli anelli della catena che ci lega perché non voglio perderti, ma tu sei molto più abile a scioglierli di quanto lo sia io a unirli. Ogni giorno la tua presenza mi fa un effetto peggiore, prima era sollievo, poi era una sbronza, poi un tornado, ora è come venire risucchiati in un buco nero. E' il tutto che si annulla, ma non so esattamente dove finisce. Non spero più che tu capisca quanto ti amo, non lo hai fatto fino ad ora perché dovrebbe cambiare? ma ancora ti cerco tra la folla, ancora voglio incrociare quegli occhi che mi fanno stare male, male da morire. Quegli occhi che poi in realtà non sono occhi, sono lame affilate, sono l'inafferrabile cielo, sono la terra quando manca sotto i piedi, sono pioggia a luglio, sono mare di un'isola tropicale. Sono tutte le parole che scrivo per te, perché le leggo lì dentro, ma in realtà sono loro che leggono me. Dimmi che sono stupida, tanto non servirà. Dimmi che con i miei sentimenti traboccanti e folli sto rovinando un amicizia, non servirà. Dimmi che è sbagliato, neanche questo farà cambiare qualcosa perché io amerò questo errore, amerò il fatto che è sbagliato amarti.
Ho chiesto ad alcuni amici: sei mai stato innamorato? Loro mi parlano di baci, di abbracci, di fare l'amore. Mi parlano di tremori nelle gambe e nella voce, di sguardi insostenibili e del cuore scalpitante che si tuffa nello stomaco, ed infine mi parlano di dolore. Lui è sempre li dietro l'angolo, uno dei tanti angoli in un mondo che dovrebbe essere tondo. Le lacrime non ci lasciano mai, cerchiamo di usarle per colmare il vuoto che sentiamo dentro ma più il vuoto è grande più lacrime ci vogliono, così finiscono e noi siamo pieni solo a metà. Cerchiamo allora qualcosa o qualcuno che ci completi e spesso non sono altro che piccoli sassolini che finiscono sul fondo.
L'altro giorno ho trovato nel comodino un calzino spaiato, non trovo più la sua metà perciò tenerlo non ha alcun senso, ma invece di gettarlo l'ho preso e l'ho nascosto sul fondo del cassetto per poterlo proteggere da mia madre che sicuramente lo scarterebbe. Forse non è perfetto, magari è anche un pò consumato dal tempo, ma ha un colore stupendo e profuma di pulito e questo è più che sufficiente. Ora fingi di essere quel calzino, ti adoro con tutte le tue imperfezioni, e vorrei poterti nascondere anche te da quel mondo che spesso non ti apprezza , magari nell'armadio, nel cassetto ci staresti stretto, ma non posso... tu non vuoi ne me, ne il mio armadio. Vuoi la tua libertà, vuoi il rischio di finire nel cestino.
Me ne resto seduta sul letto abbracciata ad un cuscino, mi sorprendo del fatto che oggi ai piedi ho due calzini diversi e penso: se mai un giorno potessi stare con te sarebbe così, una cosa fuori dal comune.

sabato 14 maggio 2011

Non voglio cercare in qualcun altro qualcosa di te.

Voglio te per non dover cercare niente di nessun altro.

giovedì 5 maggio 2011

Solo tre note di una dolce melodia,

cos'è un pianoforte?
sono le corde di una chitarra che vibrano o sono le corde del mio cuore?
perché sento il fuoco dentro al petto? perché poco fa sentivo freddo e ora che penso a te ho un'inferno dentro?
Sei un angelo, sei un angelo tra le fiamme e non sò chi o cosa devo ringraziare per questo miracolo.

Cosa hai dentro quegli occhi?
Stai cercando di mentire o sono io che cerco di farlo quando nego di amare quello sguardo e quei pensieri profondi che nascondi come gocce nell'oceano.

Ma il sentimento che mi lega a te non è l'amore, non è neanche l'amicizia, è la paura. La paura di perderti. Perderti e poi doverti pensare solo come un bel ricordo del passato.

"Non voglio che ti dimentichi di me, non voglio che dimentichi"


On\Off

C’è un lampione che si accende proprio sotto casa tua quando passo nella notte, forse è un caso forse no. Sembra tutto fatto apposta per scommettere su te e se mai restasse spento farei finta che non ci ho creduto, come ai lunghi abbracci che mi dai quando saluti, sono un modo tuo di fare o un messaggio per me? e l’ombra di un mio passo falso mi spaventa di più della mia fantasia. Se il tempo andasse all'incontrario saprei se è stato solo un sogno o se mi sveglierò con te.

Le canzoni i sogni e i segni sembra parlino per noi, poi è la testa che fa festa, ma non ti ho invitata mai. Se qualcuno avesse scritto il nostro seguito o la fine, spengo il buio della sera smetto di pensarci su. E l’ombra di un mio passo falso mi spaventa di più della mia fantasia, che il tempo segua il suo diario, che tu sarai una storia vera e non un mio rimpianto… non un mio rimpianto.


mercoledì 4 maggio 2011

Il tempo scorre, chi sono io e chi sono i miei amici non è più chiaro visto che si cambia... proprio come le nuvole nel cielo. -naruto

martedì 3 maggio 2011

"Perché io ti voglio bene e tu no", è vero, hai ragione io non ti voglio solo bene.

venerdì 29 aprile 2011

I saw your face in a crowded place and I don't know what to do 'cause I'll never be with you.

E stamattina in corriera mi sveglio dal sonno con questa canzone e nonostante avessi ancora gli occhi mezzi chiusi mi metto a cantare, il mondo scompare intorno a me, la realtà si annulla e io riesco solo a vedere il tuo viso che li neanche c'era. Ho visto un angelo, di questo sono sicura.


martedì 26 aprile 2011

Ma noi siamo ciò che pensiamo di essere o ciò che gli altri dicono di noi?

giovedì 21 aprile 2011

Amami come si ama il sereno dopo la tempesta, amami come si amano i colori dell'arcobaleno dopo il grigio della pioggia... amami come vuoi, basta che mi ami!

mercoledì 20 aprile 2011

Alessandra Amoroso - Niente


Come bruciano queste lacrime!