"Ci imponiamo di non aspettarci niente, ma nel cuore in realtà la speranza non si spegne mai."

mercoledì 27 luglio 2011

Ascolta

Maledetta la mia incapacità di parlare. Il silenzio prevale su di me, lo dicono tutti. La verità è che non mi piace parlare, spiegare, fare confusione, interrompere il suono del mondo già abbastanza caotico da se. Preferisco ascoltare, preferisco essere come una culla da riempire di melodie, di parole nuove, di discorsi di ogni genere. Per questo potrei adorare la tua voce, i tuoi sussurri, la tua risata, il tuo cantare e anche il modo in cui stai in silenzio che è forse il rumore più intenso e pieno di parole che conosca. Per questo potrei amarti.

-Mamma ho un fischio nell'orecchio...
-Dimmi un numero
-Sette!
-Allora ti pensa qualcuno con la G
-Il fischio è scomparso...


sabato 23 luglio 2011

Black out

Dicevamo che se fosse stato il primo aprile ci saremmo presentati mano nella mano, come per scherzo, rivelando a tutti il nostro segreto. Ma questa è una cosa speciale e noi egoisticamente non ne facciamo parola con nessuno, il tesoro è tutto per noi, a cosa serve condividerlo? per rischiare che delle mani sporche lo sciupino?

Le gocce di pioggia cadevano copiose sulla macchina, ascoltavamo la musica del cielo, piccole stelle cadenti sul finestrino mi sembravano lacrime sulla pelle. Fuggendo dai fulmini per paura della forza di Zeus cercavo di infonderti un po di coraggio, alquanto paradossale che io cerchi di incoraggiare te.
La luce dell'alba sul mare ti ha reso reale, ti ha fatto apparire neve al sole, fiore che sboccia mostrando maestosità nel suo modo di essere semplice.
Prima la gioia e poi la paura, irrimediabilmente ciò che ci rende felici ci farà soffrire, crudele realtà umana. Sono spaventata, la neve si scioglie e i fiori appassiscono, è così per natura ed è incontrastabile. Ho paura, forse nella neve si nasconde una trappola, forse nel fiore un veleno. La paura mi impedisce di essere felice e di amare la bellezza.

Non voglio turbarti, non voglio scolorire l'arcobaleno solo perché in me ancora avanza la tempesta. Hai paura del temporale e io te lo terrò distante, non camminerai sotto questa pioggia che cade violentemente tenendomi per mano, lo farò da sola.
Perdonami, a volte ci sono black out nella mia testa e in questo buio neanche tu, raggio di sole, puoi entrare.

Ho visto tra le nuvole un aeroplano, quand'ero piccola il rumore che faceva quando lo sentivo passare mi faceva nascondere sotto le lenzuola, stasera invece mi fa sentire che ho un vuoto dentro e sento di non riuscire a colmarlo.
Le farfalle nello stomaco sono irrequiete come non mai ed io non riuscirò a dormire, forse starò a guardare l'orizzonte sperando di trovare quello che cerco, o meglio, sperando di trovare qualcosa da cercare.


giovedì 21 luglio 2011

If everybody in the world loved everybody in the world what a glorious world.

Il riflesso della luna sul mare, il chiarore sul viso e la luce nell'iride, le onde che si infrangono sulla battigia, la bandiera bianca in balia del forte vento, neanche una reflex sarebbe riuscita a catturare queste immagini così come lo hanno fatto i miei occhi. Il tuo profumo nuovo, le mani nei capelli, le mani nelle mani e dei sorrisi che non riuscivo a trattenere. Un giubbetto che non tiene abbastanza caldo ma si aiuta con un abbraccio e dei baci che non eran baci ma sussurri al cuore. La radio passa bella musica e ci canta anche : "Oh, kiss me beneath the milky twilight".

Quando qualcuno mi chiede cosa mi piace trovare nelle altre persone rispondo: deve avere dei bei occhi e deve sapermi cantare una canzone. Posso dire che per la prima volta l'ho trovato, questo è anche quello che ho trovato in te. Flash, ci sono ancora flash nei miei pensieri, scatti continui.
Così stanotte siamo stati "in a world of pure imagination", uno di quei posti che di giorno non c'è, sul confine tra la realtà e il sogno ma che posso giurare stavolta non è opera di Morfeo.

C'erano un ragazzo e una ragazza seduti di fronte al mare, lo sguardo fisso sull'orizzonte, scrutavano il cielo notturno ma non cercavano niente, persino le stelle avevano perso di importanza ora che potevano stare vicini.

martedì 19 luglio 2011

Mai ti si concede un desiderio senza che inoltre ti sia concesso il potere di farlo avverare.

Qual'è il peso delle parole? esiste un dosatore per non rischiare di sbagliare? No, non esiste e il pericolo che una parola si possa trasformare in un coltello affilato è inevitabile. Basta poco, basta un si o un no.

I miei pensieri sono fili della tela di un ragno che instancabilmente tesse ogni giorno, la mia libertà è un effimera bolla di sapone, la mia anima è sottile cristallo.
Ho incontrato te, tu che distruggi tutto quello che tocchi e hai rischiato di infrangere ogni cosa.
Ma ora sono più forte o forse solo più egoista, ora faccio ciò che voglio e non mi importa di tutto il resto. Guarderò il cielo senza pensarti, osserverò le stelle ogni notte e se una scia di luce solcherà i miei occhi esprimerò un nuovo desiderio.

Proprio come nelle nuvole immagino figure, ho l'abitudine di vedere negli altri cose che altre persone di solito non vedono. Perché se sono con te non vedo un corpo ma vedo un'anima, non percepisco la carne ma sento il calore. Continueranno a voler infangare quanto di cristallino questi occhi "diversi" vedono in te. Non badarci perché io farò lo stesso.
Ho bisogno di credere in qualcosa di buono, ho bisogno di una persona importante. Se vuoi puoi essere il mio raggio di sole, aprirò un foro nel muro che sempre costruisco per proteggermi e ti farò filtrare attraverso di esso, con te non avrò più paura del buio. Sii la mia compagnia, sii ciò che vuoi essere per me o sii semplicemente ciò che vuoi essere. Andiamo a guardarle insieme queste stelle, la terra sarà cielo e il cielo tappeto blu, noi angeli senza ali contempleremo inerti tanta immensità consapevoli che vivendo in questo mondo prima o poi si cade giù.


"Mai ti si concede un desiderio senza che inoltre ti sia concesso il potere di farlo avverare. Può darsi che tu debba faticare per questo, tuttavia." -R. Bach


Non si muore tutte le mattine.

Il mio cuore! È morto mille volte almeno, il mio cuore!
Ha vissuto addirittura morendo, covando la morte in sè, se l'è tenuta attaccata, ben stretta, senza distinguerla, ed è morto cento volte al giorno.
È la vita... ma è certo, non si muore tutte le mattine, si muore una volta sola.
V. Capossela;

The Last song I'm wasting on you


You're just so pretty in your pain


I found my way out

And you'll never hurt me again

lunedì 18 luglio 2011

L'amore è cieco e la follia sempre lo accompagna

Raccontano che un giorno si riunirono in un luogo della terra tutti i sentimenti e le qualità degli uomini. Quando la noia si fu presentata per la terza volta, la follia come sempre un po' folle propose: "giochiamo a nascondino!". L'interesse alzò un sopracciglio e la curiosità senza potersi contenere chiese: "a nascondino? di che si tratta?" "é un gioco -spiegò la follia - in cui io mi copro gli occhi e mi metto a contare fino a 1000000 mentre voi vi nascondete, quando avrò terminato di contare il primo di voi che scopro prenderà il mio posto per continuare il gioco". L'entusiasmo si mise a ballare, accompagnato dall'euforia. L'allegria fece tanti salti che finì per convincere il dubbio e persino l'apatia, alla quale non interessava mai niente.... però non tutti vollero partecipare. La verità preferì non nascondersi. Perché se poi tutti alla fine la scoprono? La superbia pensò che fosse un gioco molto sciocco (in fondo ciò che le dava fastidio era che non fosse stata una sua idea) e la codardia preferì non arricchirsi. "UNO,DUE,TRE..." -cominciò a contare la follia. La prima a nascondersi fu la pigrizia che si lasciò cadere dietro la prima pietra che trovò sul percorso. La fede volò in cielo e l'invidia si nascose all'ombra del trionfo che con le proprie forze era riuscito a salire sull'albero più alto. La generosità quasi non riusciva a nascondersi. Ogni posto che trovava le sembrava meraviglioso per qualcuno dei suoi amici. Che dire di un lago cristallino? Ideale per la bellezza. Le fronde di un albero? Perfetto per la timidezza. Le ali di una farfalla? Il migliore per la voluttà. Una folata di vento? Magnifico per la libertà. Così la generosità finì per nascondersi in un raggio di sole. L'egoismo, al contrario trovò subito un buon nascondiglio, ventilato, confortevole e tutto per sé. La menzogna si nascose sul fondale degli oceani (non e' vero, si nascose dietro l'arcobaleno!). La passione e il desiderio al centro dei vulcani. L'oblio....non mi ricordo...dove? Quando la follia arrivò a contare 999999 l'amore non aveva ancora trovato un posto dove nascondersi poiché li trovava tutti occupati; finché scorse un cespuglio di rose e alla fine decise di nascondersi tra i suoi fiori.
"Un milione!" - contò la follia. E cominciò a cercare. La prima a comparire fu la pigrizia, solo a tre passi da una pietra. Poi udì la fede, che stava discutendo con Dio su questioni di teologia, e sentì vibrare la passione e il desiderio dal fondo dei vulcani. Per caso trovò l'invidia e poté dedurre dove fosse il trionfo. L'egoismo non riuscì a trovarlo: era fuggito dal suo nascondiglio essendosi accorto che c'era un nido di vespe. Dopo tanto camminare, la follia ebbe sete e nel raggiungere il lago scoprì la bellezza. Con il dubbio le risultò ancora più facile, giacché lo trovò seduto su uno steccato senza avere ancora deciso da che lato nascondersi. Alla fine trovò un po' tutti: il talento nell'erba fresca, l'angoscia in una grotta buia, la menzogna dietro l'arcobaleno e infine l'oblio che si era già dimenticato che stava giocando a nascondino. Solo l'amore non le appariva da nessuna parte. La follia cercò dietro ogni albero, dietro ogni pietra, sulla cima delle montagne e quando stava per darsi per vinta scorse il cespuglio di rose e cominciò a muovere i rami. Quando, all'improvviso, si udì un grido di dolore: le spine avevano ferito gli occhi dell'amore! La follia non sapeva più che cosa fare per discolparsi; pianse, pregò, implorò, domandò perdono e alla fine gli promise che sarebbe diventata la sua guida. Da allora, da quando per la prima volta si giocò a nascondino sulla terra, l'amore e' cieco e la follia sempre lo accompagna.

martedì 28 giugno 2011

Il dilemma del porcospino

Una compagnia di porcospini, in una fredda giornata d’inverno, si strinsero vicini, per proteggersi, col calore reciproco, dal rimanere assiderati. Ben presto, però, sentirono le spine reciproche; il dolore li costrinse ad allontanarsi di nuovo l’uno dall’altro. Quando poi il bisogno di scaldarsi li portò di nuovo a stare insieme, si ripeté quell’altro malanno; di modo che venivano sballottati avanti e indietro tra due mali, finché non ebbero trovato una moderata distanza reciproca, che rappresentava per loro la migliore posizione.

(A. Schopenhauer, Parerga e Paralipomena, II, 2, cap. 30, 396)

Il dilemma del porcospino afferma che tanto più due esseri si avvicinano tra loro, molto più probabilmente si feriranno uno con l'altro. Ciò viene dall'idea che i porcospini possiedono aculei sulla propria schiena. Se si avvicinassero tra loro, i propri aculei finirebbero col ferire entrambi. Questo è in analogia con le relazioni tra due esseri umani. Se due persone iniziassero a prendersi cura e a fidarsi l'uno dell'altro, qualsiasi cosa spiacevole che accadesse ad uno di loro ferirebbe anche l'altro, e le incomprensioni tra i due potrebbero causare problemi ancora più grandi. Eppure i porcospini hanno bisogno di stare vicini per scaldarsi a vicenda. Da questa contraddizione nasce il dilemma.

Presto ci si rende conto che crescere non è altro che un continuo avvicinarsi e allontanarsi l’un l’altro, finchè non si trova la distanza giusta per non ferirsi a vicenda.


domenica 26 giugno 2011

Tu è una parola troppo piccola per contenere tutto ciò che sei per me.


La felicità è davvero come le nuvole, che cambiano forma in ogni momento. Brillano dorate, poi sprofondano nel grigio, non si fermano nemmeno un attimo, mai uguali a se stesse. Anche il tempo, per quanto splendido sia, come per capriccio, o per scherzo, finisce per fuggire troppo in fretta.

- Kyoichi Katayama, Gridare amore dal centro del mondo.

lunedì 30 maggio 2011

Un calzino spaiato

Non scrivo lunghi pensieri per te da tempo. Sto cercando di saldare stretti gli anelli della catena che ci lega perché non voglio perderti, ma tu sei molto più abile a scioglierli di quanto lo sia io a unirli. Ogni giorno la tua presenza mi fa un effetto peggiore, prima era sollievo, poi era una sbronza, poi un tornado, ora è come venire risucchiati in un buco nero. E' il tutto che si annulla, ma non so esattamente dove finisce. Non spero più che tu capisca quanto ti amo, non lo hai fatto fino ad ora perché dovrebbe cambiare? ma ancora ti cerco tra la folla, ancora voglio incrociare quegli occhi che mi fanno stare male, male da morire. Quegli occhi che poi in realtà non sono occhi, sono lame affilate, sono l'inafferrabile cielo, sono la terra quando manca sotto i piedi, sono pioggia a luglio, sono mare di un'isola tropicale. Sono tutte le parole che scrivo per te, perché le leggo lì dentro, ma in realtà sono loro che leggono me. Dimmi che sono stupida, tanto non servirà. Dimmi che con i miei sentimenti traboccanti e folli sto rovinando un amicizia, non servirà. Dimmi che è sbagliato, neanche questo farà cambiare qualcosa perché io amerò questo errore, amerò il fatto che è sbagliato amarti.
Ho chiesto ad alcuni amici: sei mai stato innamorato? Loro mi parlano di baci, di abbracci, di fare l'amore. Mi parlano di tremori nelle gambe e nella voce, di sguardi insostenibili e del cuore scalpitante che si tuffa nello stomaco, ed infine mi parlano di dolore. Lui è sempre li dietro l'angolo, uno dei tanti angoli in un mondo che dovrebbe essere tondo. Le lacrime non ci lasciano mai, cerchiamo di usarle per colmare il vuoto che sentiamo dentro ma più il vuoto è grande più lacrime ci vogliono, così finiscono e noi siamo pieni solo a metà. Cerchiamo allora qualcosa o qualcuno che ci completi e spesso non sono altro che piccoli sassolini che finiscono sul fondo.
L'altro giorno ho trovato nel comodino un calzino spaiato, non trovo più la sua metà perciò tenerlo non ha alcun senso, ma invece di gettarlo l'ho preso e l'ho nascosto sul fondo del cassetto per poterlo proteggere da mia madre che sicuramente lo scarterebbe. Forse non è perfetto, magari è anche un pò consumato dal tempo, ma ha un colore stupendo e profuma di pulito e questo è più che sufficiente. Ora fingi di essere quel calzino, ti adoro con tutte le tue imperfezioni, e vorrei poterti nascondere anche te da quel mondo che spesso non ti apprezza , magari nell'armadio, nel cassetto ci staresti stretto, ma non posso... tu non vuoi ne me, ne il mio armadio. Vuoi la tua libertà, vuoi il rischio di finire nel cestino.
Me ne resto seduta sul letto abbracciata ad un cuscino, mi sorprendo del fatto che oggi ai piedi ho due calzini diversi e penso: se mai un giorno potessi stare con te sarebbe così, una cosa fuori dal comune.

sabato 14 maggio 2011

Non voglio cercare in qualcun altro qualcosa di te.

Voglio te per non dover cercare niente di nessun altro.

giovedì 5 maggio 2011

Solo tre note di una dolce melodia,

cos'è un pianoforte?
sono le corde di una chitarra che vibrano o sono le corde del mio cuore?
perché sento il fuoco dentro al petto? perché poco fa sentivo freddo e ora che penso a te ho un'inferno dentro?
Sei un angelo, sei un angelo tra le fiamme e non sò chi o cosa devo ringraziare per questo miracolo.

Cosa hai dentro quegli occhi?
Stai cercando di mentire o sono io che cerco di farlo quando nego di amare quello sguardo e quei pensieri profondi che nascondi come gocce nell'oceano.

Ma il sentimento che mi lega a te non è l'amore, non è neanche l'amicizia, è la paura. La paura di perderti. Perderti e poi doverti pensare solo come un bel ricordo del passato.

"Non voglio che ti dimentichi di me, non voglio che dimentichi"


On\Off

C’è un lampione che si accende proprio sotto casa tua quando passo nella notte, forse è un caso forse no. Sembra tutto fatto apposta per scommettere su te e se mai restasse spento farei finta che non ci ho creduto, come ai lunghi abbracci che mi dai quando saluti, sono un modo tuo di fare o un messaggio per me? e l’ombra di un mio passo falso mi spaventa di più della mia fantasia. Se il tempo andasse all'incontrario saprei se è stato solo un sogno o se mi sveglierò con te.

Le canzoni i sogni e i segni sembra parlino per noi, poi è la testa che fa festa, ma non ti ho invitata mai. Se qualcuno avesse scritto il nostro seguito o la fine, spengo il buio della sera smetto di pensarci su. E l’ombra di un mio passo falso mi spaventa di più della mia fantasia, che il tempo segua il suo diario, che tu sarai una storia vera e non un mio rimpianto… non un mio rimpianto.


mercoledì 4 maggio 2011

Il tempo scorre, chi sono io e chi sono i miei amici non è più chiaro visto che si cambia... proprio come le nuvole nel cielo. -naruto

martedì 3 maggio 2011

"Perché io ti voglio bene e tu no", è vero, hai ragione io non ti voglio solo bene.